Ryuichi Sakamoto + Taylor Deupree

Disappearance

12k1076

REVIEW: FREQUENCIES (IE)

VISIT Alle volte occorre sforzarsi di guardare oltre all’evidenza, cercando di comprendere come ciò che manca sia importante tanto quanto il tangibile e forse anche di più. Ryuichi Sakamoto è un punto di riferimento nell’ambiente della sperimentazione elettronica, e se per la prima parte della sua carriera insieme alla Yellow Magic Orchestra il motivo è palese, per la seconda vita da solista le cose non sono poi così ovvie dato che il suo lavoro è basato interamente al pianoforte, uno strumento acustico. Negli anni le note malinconiche di Sakamoto hanno dato un’anima umana alla gelida matematica di scienziati del suono come Carsten Nicolai o Christopher Willits. L’incontro con Taylor Deupree avviene nel 2006 quando l’artista giapponese lo invitò a remixare World Citizen dall’album Chasm. Entrambi residenti a New York i due si tengono in contatto e durante una jam nell’aprile 2012 presso il club di John Zorn nacque l’idea di un album insieme. Disappearence esce su 12k, etichetta del poliedrico produttore americano, specializzata nelle interazioni tra ambient isolazionista, minimalismo e musica classica contemporanea. Le quattro lunghe tracce che compongono il disco si caratterizzano per accordi ultra-essenziali al pianoforte classico o preparato (per gli effetti percussivi) immersi in un caldo brusio di nastri e voci di chi riflette sulla propria esistenza. L’atmosfera serena e placida è un puro invito alla meditazione e al raccoglimento, al liberarsi di tutte le sensazioni superflue per scoprire infine che quello di cui abbiamo bisogno non è nascosto chissà dove ma è davanti ai nostri occhi.
Ryuichi Sakamoto + Taylor Deupree
Disappearance