Kane Ikin

Sublunar

12k1072

REVIEW: THE NEW NOISE (IT)

VISIT L’ormai trentenne Kane Ikin è un musicista australiano (Melbourne), metà del duo Solo Andata, altro progetto apparso su 12k. Come molti altri sound artist suoi contemporanei, recupera equipaggiamento analogico sia per registrare (nastro) sia per suonare (ci dicono sintetizzatori, vecchie drum machine, vecchissimi 78 giri del padre). Non è suggestione, comunque: in effetti il disco è una specie di ambient trip hop molto caldo, scontornato e malinconico. Con un’operazione eclettica, in buona sostanza, Ikin si prende determinate ritmiche oscure e narcotizzanti (come la gran parte dei loop utilizzati qui) e se le porta sul terreno più rumoroso, imperfetto e lo fi degli elettronici della sua epoca. Sembra di seguire un percorso che conduce da Portishead e Third Eye Foundation al dubstep (tutto ulteriormente rallentato), per poi convergere in quello “hauntologico” e “dronegaze” di questi anni. Non ci sono tracce che spiccano sulle altre: il trovare qualcosa che smuova più del resto è legato alla soggettività dell’ascoltatore, dato che dall’inizio alla fine ci si sente immersi e al buio (i titoli hanno a che fare con lo spazio ma anche con l’acqua). Non vorrei aver preso un abbaglio, ma questo pare proprio un gran disco, non tanto perché è nuovo in maniera shockante, ma per l’unità d’effetto e la pura e semplice bravura di chi ha messo insieme tutti i pezzi del puzzle.
Kane Ikin
Sublunar