Steve Peters + Steve Roden

Not A Leaf Remains As It Was

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REVIEW: BLOW UP (IT)

Qesto è il frutto di un incontro avvenuto molti anni fa, precisamente nel 95 quando Steve Peters e Steve Roden si trovarono insieme in tour con la vocalist sperimentale Anna Homler. Le loro voci fungevano perlopiù come backing vocals intorno a quella della cantante, ma si sono piaciuti e se da allora è passato tanto tempo è per via delle distanze e degli impegni di ognuno. Roden e Peters non sono propriamente dei cantanti, non scrivono canzoni e non cantano in senso canonico, eppure la voce è uno strumento che affascina entrambi e per questo hanno scelto un testo giapponese al limite dell'intelligibile, come canovaccio da cui partire per dar vita a quattro poemi dal morbido tocco zen, trattandoli come fonemi e mettendoli in relazione con il ciclo delle stagioni, lavorando a random su un gruppo di carte tra intuizione ed improvvisazione. Tre giorni in studio e poi mesi dopo la stesura di quattro tracce affidate al mixing di Doug Haire, ora finalmente pronte per essere lette e ascoltate in fila, una dietro l'altra: "Winds Through Bleak Timber", "Fade Away Within", "Water Veins", "Two Or Three Fireflies". Non ci sono differenze sostanziali ed i quattro frammenti formano un flusso armonico che può funzionare come unicum, ma la bellezza della prima traccia oltrepassa le altre. Gino Dal Soler
Steve Peters + Steve Roden
Not A Leaf Remains As It Was