FourColor

As Pleat

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REVIEW: BLOW UP

Keiichi Sugimoto, già membro co-fondatore dell'ensemble elettroacustico Minamo e del duo Fonica, si ripresenta per la sesta volta con il moniker Fourcolor, a qualche anno di distanza dagli ultimi "Air Curtain" (2004) e "Letter of Sounds" (2006). Partendo dai territori nei quali il progetto è radicato (esplorazione di tonalità calde, soffuse e tenui attraverso il processing digitale, multilayering parcellizzato di melodie di chitarra e texture ambientali), Sugimoto per l'occasione decide di virare verso ambientazioni spaziali e mood variegati, affrancandosi da ogni tentazione di inerzia tonale e giustapponendo atmosfere morbide e lussureggianti a pulsazioni inquiete per creare un sound texturale ancora una volta decisamente ricco ed intriso di languida bellezza. Che siano le sorprendenti fughe esotiche alla Cornelius di Quiet Gray 2 o l'immersione in un riverberare liquido e luccicante di tastiere in Ecru Diver; le ambientazioni gelide e delicate di Snow Petal, in cui il denso ed immoto soundscape è appena increspato da impercettibili armonici di chitarra, o i due episodi in cui la voce eterea di Moskitoo Sanae ammanta come di soffice pulviscolo le lente transizioni tonali orchestrate da Sugimoto (Quiet Gray 1; Iris (Familiar)), "As Pleat" rappresenta l'ennesima manifestazione di quel microcosmo sonoro inconfondibile creato dal chitarrista di stanza a Tokyo, in cui entomologia del suono digitale, ambient soundscaping, texturizzazione e processing si fondono in una mirabile visione abbagliante e chimerica. (8) Leandro Pisano
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As Pleat